Da sessant’anni lassù, sulla Vetta dell’Amiata

Bianca di marmo, sopra le rocce scure, tra le verdi frasche dei faggi. Coperta di neve ghiacciata in inverno, brillante di luce sotto i raggi del sole, quasi accecante. E’ la statua della Madonna degli Scout.

La sostiene, svettante sul cielo, un intreccio di tubi in ferro. Per vederne il volto bisogna un po’ addentrasi tra le rocce sottostanti. A un po’ di distanza, mettendosi con le spalle a ovest, si vede il suo sguardo diretto e benedicente verso la Maremma.

Scout a Grosseto

Negli anni ’50 del secolo scorso, padre Ugolino Vagnuzzi del Convento di San Francesco fondò il Gruppo Scout Grosseto 1. Ricordo di persona alcuni campi estivi fine anni sessanta, fatti con loro sugli Appennini sopra Fivizzano in Lunigiana. Parlavano con entusiasmo, come di una avventura, di una loro iniziativa coraggiosa: avevano portato la Statua in cima all’Amiata. Varie tappe nei paesi e poi il tragitto più impegnativo su per i sentieri ripidi e le rocce scoscese della cima della montagna… Me lo confermavano, qualche anno fa gli abitanti di Abbadia SS. Salvatore, soci della Macchia Faggeta.

Mi chiedo come abbiano fatto a piazzarla in cima a quel traliccio! Allora coraggio e spirito di avventura facevano superare più ostacoli di quelli che oggi richiedono calcoli, interventi di macchine, strutture e giuste regole per la sicurezza…

Il dovere di celebrare un anniversario

Non so se oggi qualcuno avrebbe avuto il coraggio di proporre una tale idea e tanto meno se gli avrebbero dato i permessi…

Ma proprio per questo abbiamo il sacrosanto dovere ricordare questo anniversario con un carico di entusiasmo e di gratitudine.

Lo sentono in cuore ancora i “ragazzi” di allora: quelli che sono rimasti nel mondo scout (MASCI) e non hanno mai lasciato sola lassù la loro Madonnina.

Trenta anni fa istituirono il pellegrinaggio a piedi dei primi di luglio (tre o quattro giorni da Grosseto) e si sono dati da fare anche per raccogliere fondi e occuparsi recentemente del restauro del traliccio e della rimessa in sesto dell’ultimo tratto sulle rocce.

Da parte di tutti

 I vecchi scout mi hanno sempre invitato a celebrare la Messa la prima domenica di luglio e l’ho fatto volentieri, trascinato dal loro entusiasmo nei ricordi dei campi estivi e nella bellezza di questa devozione.

Sessanta anni sono tanti e gli amici del MASCI (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani) vorrebbero mantenere viva questa tradizione, anche se i muscoli delle loro gambe… e il fiato dei polmoni non sono più gli stessi… Ma quanto è bello vedere il loro stendardo, portato con fierezza fin sotto le rocce, sventolare sotto l’immagine bianca di Maria.

A tutti noi (società, chiesa, gruppi, montagna…) spetta mantenere e ravvivare questa tradizione!

Un’opportunità

Nel luglio del 2019 proposi alle varie appartenenze scout una giornata sull’Amiata insieme alle famiglie dei lupetti, coccinelle e scout, capi e assistenti.

Era tutto pronto ma ci fu un’ondata di freddo… siberiano che ci costrinse a saltare l’appuntamento.

Nel 2020 poi è arrivata la pandemia del Covid!

Ora che si aprono prospettive di ripresa, capita provvidenzialmente l’occasione del sessantesimo (esattamente il 9 luglio 1961). Festeggiamolo e sia un nuovo inizio di speranza, di fede e di festa gioiosa per tutti!

Forza scout!

Ho chiesto agli scout di Grosseto di farsene promotori.

So che anche altre Diocesi sono interessate. Dieci o quindici anni fa ci fu un raduno della Pastorale Giovanile delle Diocesi afferenti all’Amiata, proprio sulla Vetta e celebrammo la Messa sotto la grande croce.

Eravamo tanti… giovani, ragazzi, sacerdoti, famiglie e vari vescovi!

Non c’è molto tempo per preparare una giornata intensa lassù, ma non sarà difficile programmarla e metterla in atto. Semplice e ricca, senza tante complicazioni!

Lo credo un dovere. Per favorire la partecipazione quest’anno è stato scelto il sabato 12 giugno. Messa alle 16.30 presso il monumento a san Giovanni Gualberto. Prima e dopo a gruppi in cima alla vetta per pregare ai piedi della Madonna degli Scout.

Regaliamoci entusiasmo e presenza!

 

                                                    + Rodolfo Cetoloni, vescovo

Grosseto, 1 giugno 2021

LA PREGHIERA DELLA MADONNA DEGLI SCOUT

La Madonna degli Scouts, benedetta da S.E. Rev.ma Mons. Vescovo, Paolo Galeazzi è partita alla volta del Monte Amiata fra l’entusiasmo delle popolazione osannanti

            Giovedì 22 [giugno 1961] alle 20.30, salutata dal suono festoso delle campagne, la bianca figura della Regina della Maremma, lentamente muoveva dalla Piazza di san Francesco alla volta della Cattedrale. In un batter d’occhio, vedemmo il Corso gremito e la vasta piazza della Cattedrale, affollata. La popolazione aveva accolto con entusiasmo e commozione il caldo invito dei giovani esploratori cattolici, che per tutte le strade, avevano fatto sentire la voce vibrante di amore verso Colei che è la Madre affettuosa di tutti.

Sopra un camion, pavesato di drappi e fiori, l’alta, bianca Regina, come una visione, preceduta dalle Guide e dagli Esploratori, giungeva davanti alla Cattedrale. Mentre gli altoparlanti diffondevano la maestosa Ave Maria del Somma, un applauso vibrante e prolungato salutava la Immagine della Madonna illuminata da potenti riflettori.

Dopo un breve saluto del Rev.mo Can. Cencioni, Parroco della Cattedrale, la Corale “Puccini” eseguiva l’insuperabile coro “La vergine degli Angeli” di Verdi. Appena le ultime note erano scese nel cuore di tutti, S. E. Rev.ma Mons. Vescovo, commosso, per la grandiosa, spontanea manifestazione, rivolgeva, fra l’attenzione generale, la sua paterna parola ai diletti figli.

Dopo essersi compiaciuto con l’Associazione “Esploratori d’Italia” ed il loro Direttore Spirituale, Padre Ugolino Vagnuzzi, invitava i giovani a guardare al candore immacolato di Maria, affinché, forti e puri, come presto sul monte, così sulle loro intelligenze e volontà risplendesse sempre la Regina degli Angeli.

Essi rinnovavano il gesto antico compiuto da quattro giovani che, da Grosseto, portarono a Casteldelpiano l’immagine della Madonna delle Grazie, pacificando gli animi, così la Madonna portata dagli Scauts, in questo secolo diviso, sia il segno della pace e della fraternità.

Chiudeva, applauditissimo, inneggiando alla Regina della Maremma.

Benedetta l’immagine, il corteo si ricomponeva lentamente fino a Via Oberdan, dove, preceduta da 800 macchine fra uno sfavillio di luci, la Madonna muoveva verso Roselle.

Roselle, Parrocchia di Maria, per lo zelo del suo Priore, il Can. D. Biagi, era tutta un fuoco. Ogni casolare era illuminato e tutta la strada era segnata da fiamme che, in quella notte placida e serena. offriva all’occhio e più al cuore, una visione imponente e suggestiva.

Forse Roselle non aveva mai avuta una serata così bella e piena d’incanto.

Anche S.E. Mons. Vescovo, accompagnato da tutto il Clero della Città, S. E. il Prefetto con le Autorità cittadine, avevano seguito il corteo fino alla Parrocchia di Roselle, dedicata all’Immacolata.

Dinanzi alla facciata splendente di luci, il Rev.mo Can. D. Biagi rivolgeva il primo saluto alla Madonna, a S. E. Mons. Vescovo, a S. E. il Prefetto per aver onorato l’antica Roselle, che fu la madre di Grosseto.

Prendeva quindi la parola S.E. Mons. Vescovo e si diceva lieto che la Madonna degli Scauts avesse fatta la prima sosta nella prima Chiesa da lui costruita in suo onore e da lui stesso consacrata il lontano 9 aprile 1938.

Quella bella manifestazione era di tanto conforto al suo cuore, che vedeva benedette da Dio tante fatiche e tanti sacrifici. Invocando la benedizione della Madonna sulla primogenita Parrocchia, chiedeva che il sorriso materno della comune Madre allietasse anche tutte le altre parrocchie da Lui costruite per la elevazione spirituale di tutti quei popoli affidati alle sue cure.

Calorosi applausi salutavano le ultime parole del Vescovo.

Seguivano i turni di venerazione, per tutta la notte, gli omaggi floreali dei bambini, nella giornata fino al tramonto, quando la cara Immagine benedetta, partiva alla volta di Batignano.